Nuove linee guida sul gioco responsabile accendono lo scontro: il Forum delle Famiglie protesta contro AGCOM e chiede più tutele sociali.
L’ennesimo capitolo sul tema del gioco d’azzardo in Italia si apre con una polemica destinata a far discutere. Al centro, le nuove linee guida sulla pubblicità del cosiddetto “gioco responsabile” approvate dall’AGCOM e la scelta di avviare una consultazione pubblica rivolta principalmente agli operatori del settore.
Una decisione che ha provocato la reazione immediata del Forum delle Associazioni Familiari, che denuncia l’esclusione delle realtà sociali e delle famiglie da un confronto su un tema che ha forti ricadute sul tessuto del Paese.
Il 25 marzo l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha approvato un nuovo atto di indirizzo destinato a regolamentare la comunicazione sul gioco responsabile. Il provvedimento rappresenta un passaggio chiave nel riordino del settore, con l’obiettivo di chiarire cosa sarà consentito nella pubblicità legata al gioco con vincite in denaro.
Nei giorni successivi è stata annunciata una consultazione pubblica della durata di 30 giorni, ma con un dettaglio che ha sollevato critiche: il confronto sembra essere rivolto soprattutto agli operatori economici del comparto.
Una scelta che, secondo i critici, rischia di sbilanciare il dibattito su interessi economici, lasciando in secondo piano le conseguenze sociali del fenomeno.
A guidare la contestazione è Adriano Bordignon, presidente del Forum delle Associazioni Familiari, che chiede ad AGCOM un coinvolgimento diretto delle famiglie e del terzo settore nel processo decisionale.
Il nodo centrale riguarda proprio la pubblicità del gioco d’azzardo: secondo il Forum, il divieto esistente sarebbe spesso aggirato o poco efficace, mentre il fenomeno continua a crescere, con un giro d’affari che ha raggiunto cifre record.
Da qui la richiesta di un cambio di approccio: non solo regolamentare la comunicazione, ma limitare in modo più incisivo ogni forma di promozione, soprattutto per proteggere i soggetti più vulnerabili.
Il timore è che parlare di “gioco responsabile” possa trasformarsi, nei fatti, in una forma indiretta di pubblicità, normalizzando un’attività che comporta rischi concreti sul piano sociale ed economico.
In un contesto in cui il gioco d’azzardo rappresenta ormai un settore enorme e capillare, la partita che si gioca non è solo normativa. È una questione che tocca famiglie, giovani e fragilità sociali, e che pone una domanda sempre più urgente: chi deve davvero avere voce nelle regole del gioco?